9 settembre 2011 - INIZIATIVE DA NON PERDERE    No Comments

30 Settembre 2011 – II Convegno Nazionale Regione Toscana

II CONVEGNO NAZIONALE REGIONE TOSCANA – GIUNTI SCUOLA

A SCUOLA NESSUNO È STRANIERO

Nuovi cittadini nell’Italia plurale (150 anni dopo)

30 settembre 2011

Palazzo dei Congressi, Piazza Adua 1, Firenze

 

Dopo vent’anni di pratiche ed esperienze di integrazione nella scuola, diventata rapidamente multiculturale e plurilingue, è giunto il tempo di inaugurare una nuova fase che muova verso due direzioni congiunte: da un lato, diffondere e portare a sistema le attenzioni e i progetti efficaci per una buona integrazione dei bambini e dei ragazzi che provengono da ogni parte del mondo; dall’altro, lavorare per il superamento di modelli e tecniche educative e formative tradizionali e promuovere l’adozione di metodologie e strumenti adeguati alle nuove e diverse esigenze poste dalla classe multiculturale e dal crescere insieme uguali e diversi.

Nel corso di questi ultimi anni, sono stati fatti molti passi avanti per quanto riguarda gli interventi specifici rivolti agli alunni stranieri, si tratta ora di condividere e migliorare gli esiti di questo lavoro, di diffondere le buone pratiche.

Resta invece molto da fare per accompagnare e sostenere la gestione ordinaria dei contesti educativi multiculturali e plurilingui, per promuovere il reciproco riconoscimento, sostenere buone relazioni tra ragazzi e tra ragazzi e adulti che hanno bagagli autobiografici differenti, diffondere il senso di appartenenza ai luoghi di tutti e alla comunità, in altri termini, per costruire la con­cittadinanza nella pluralità.

Alcune considerazioni ci portano a sostenere che è necessario inaugurare, dopo il tempo dell’integrazione, la fase dell’inclusione nelle differenze.

Innanzitutto, vi è una motivazione di carattere strutturale e demografico: sta aumentando di anno in anno il numero dei bambini stranieri nati in Italia, mentre si assiste a un rallentamento degli arrivi per ricongiungimento famigliare. Si calcola che, sul milione di minori stranieri presenti in Italia, seicentomila circa siano nati nel nostro Paese. Si avrà, dunque, sempre di più a che fare, a scuola e nelle città, con ragazzi stranieri, futuri cittadini – italiani de facto anche se non ancora de iure – inseriti nei servizi educativi fin dalla prima infanzia e già italofoni al momento dell’ingresso a scuola. Essi rappresentano il futuro del nostro Paese.

Vi è poi una motivazione pedagogica: i dispositivi per l’integrazione (laboratori di italiano, sostegno allo studio, mediazione linguistico-culturale, ecc.) richiamano una logica di tipo compensatorio, una risposta mirata alle esigenze specifiche di chi viene da lontano, che lascia nell’ombra le competenze, i saperi, le possibilità di scambio reciproco. Non si può, oggi, continuare a guardare all’immigrazione – e alla presenza dei bambini stranieri nella scuola – solo in un’ottica connotata spesso dall’emergenza e dalle misure di “pronto intervento”, volte a ripristinare la precedente “normalità”. La “normalità” è, sempre più, quella di crescere, insegnare e apprendere in contesti eterogenei. Si tratta di adottare un’ottica più lungimirante, che accompagni il presente e immagini il futuro.

Vi è infine una motivazione di tipo sociale ed etico che guarda con preoccupazione al clima attuale di chiusura e distanza nei confronti degli altri, atteggiamenti che conducono a forme più o meno mascherate di discriminazione, che si manifestano nelle frequenti rappresentazioni della “diversità” come minaccia all’identità nazionale. Anche la scuola risente di questo clima, sia perché i bambini e i ragazzi vi entrano con le rappresentazioni e le etichette che assorbono all’esterno, sia perché, anche nel contesto scolastico, si registrano forme di “etichettamento”: modi più o meno espliciti di sottolineare distanza e separazione. Questo clima rischia di erodere il lavoro educativo e di rendere più fragile la scuola che “costruisce uguaglianza”.

Siamo di fronte a un passaggio cruciale, per la scuola e per la comunità, e questo Convegno si propone di porre all’attenzione di tutti quanto è stato finora fatto e quanto si può e si deve ancora fare, nella direzione della con­cittadinanza.

Locandina Convegno (pdf)

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